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  • UN POMERIGGIO DA RICORDARE

    Veramente piacevole per me e interessante per i miei graditi ospiti la presentazione de IL LABIRINTO D’ACQUA svoltasi a Villa Pisani sabato 26 giugno 2010.P6090008

    Per tutti coloro che mi seguono ma che non sono intervenuti, lascio qui una bozza delle domande proposte dalla mia editor, REBECCA PALAGI della Casa Editrice CINQUEMARZO di Viareggio, nonché le risposte che mi ero preparata ma che, come sempre accade nelle mie presentazioni, sono state molto ampliate durante la manifestazione…visto che quando comincio a parlare poi vado, vado, vado….:-)

    Intanto parlaci della tua passione per la scrittura, quando è nata e come?

    Credo di averla sempre avuta, perché periodicamente si presentava, tant’è che in occasione di qualche compleanno o anniversario mi piaceva scrivere qualcosa di particolare. Solo che da cinque anni a questa parte diciamo che ho avuto più tempo per esercitare questa strana necessità.

     Un esordio narrativo inconsueto, il Teatro, per poi pubblicare ben 5 libri di diversa natura. Tra cui questo, un misto tra thriller e rosa, ben mischiato per la verità, in cui comunque sembra che il personaggio principale sia proprio questa dimora che ci ospita, Villa Pisani.

    Il labirinto d’acqua vuole essere anche un atto d’amore verso la tua terra natia, verso questa villa in particolare?

    E’ indubbio che questa dimora mi ha sempre affascinato, anche perché, essendo così vicina ai luoghi nei quali sono vissuta, me la trovavo sempre lì davanti. Così ho voluto fare per essa quello che ho desiderato fare per Goldoni quando ho preso in mano alcune delle sue opere e ho tentato di rispolverarle, di svecchiarle e farle vedere sotto una luce nuova. E poi, c’è un indubbio atto di attenzione e di amore, se così vogliamo dire, verso la mia gente, alla quale il libro è dedicato.

    Con che occasione è nata questa idea?

    Quando ho cominciato a sentire l’esigenza di scrivere qualcosa (nel 2006), avevo la necessità di un tema da seguire. Cercando dei concorsi su internet mi è capitato il tema proposto dal Gran Giallo Città di Cattolica che aveva come sua richiesta principale quella di creare un giallo che si svolgesse in una località italiana; da qui, ho pensato a Villa Pisani.

     Le tue primissime scritture erano copioni teatrali, quanto ti è stato naturale passare dalla sceneggiatura teatrale al romanzo?

    Il passo è stato brevissimo e naturale. Con un copione ti trovi a dover far capire tutto tramite i dialoghi, solitamente, mentre nella scrittura di un romanzo ci si può allargare a dismisura oltre il dialogo, cercando di tradurre nella descrizione dei movimenti, dei luoghi, delle espressioni stesse quello che talvolta rimane ‘dietro’ le righe.

     Scrivere romanzi per te è più un divertimento o una fatica?

    Finora è stata una sorta di necessità, che a volte può essere divertente, altre faticosa.

     La dimensione naturale di una storia “obbliga” lo scrittore a tratteggiare i personaggi in maniera distintiva e coerente. Di solito gli scrittori usano un po’ di sé per arrivare a personaggi il più possibile vicini alla realtà. Il personaggio di Kamila, ben tratteggiato, quanto è autobiografico?

    A scuola di teatro ho appreso che un personaggio, qualsiasi, quando entra in scena, deve portare energia. Diciamo che tutte le volte che metto in movimento i miei personaggi cerco di creare questa energia, che a sua volta crea contrasto e quindi interesse nel lettore. Kamila è parecchio autobiografica (miope, precisa, conosce un paio di lingue), anche se a dire il vero all’inizio era una comprimaria e non immaginavo assolutamente come sarebbe andata a finire.

     Un altro personaggio molto importante del Labirinto è la figura del Sovrintendente, una figura assai ambigua, ombrosa, poco gradevole… A chi ti sei ispirata?

    Non me ne voglia il Sovrintendente di qui che non conosco e anzi ringrazio per avermi dato la possibilità di presentare qui il mio libro … è una persona che non vive qui e che, diciamo, mi ha lasciato un ricordo molto sgradevole di sé,  per motivi di lavoro.

     Facciamo un passo indietro; agli esordi del romanzo troviamo Alvise e Jenny. Per non svelare troppo del “perché”, diciamo solo che hanno dei punti in comune con Kamila e Luca… Luca e Alvise però non sembrano così “vicini” almeno caratterialmente, cosa ti ha spinto a creare un nuovo personaggio, totalmente insolito nei tratteggi, come quello di Luca?

    Sempre per via della necessità di evidenziare un contrasto. Un personaggio fotocopia sarebbe risultato abbastanza mediocre ed avrebbe fatto scadere l’interesse del lettore. Nemmeno i due Alvise si somigliano, se è per questo!

     Quali sono i tuoi modelli letterari?

    Mi sento molto vicina al Verismo italiano e al Realismo francese, come pure ad autori come Dickens e D.H.Lawrence. Mi piace la loro dedizione alla realtà e ai sentimenti.

     

     

    Italo Calvino, nella pubblicazione Sfida al labirinto (dell’esistenza)  espone le sue idee riguardo la funzione degli intellettuali, i quali, secondo lui, devono cercare di comprendere il caos del reale per tentare di dare un senso alla vita. Qualcosa di questo troviamo anche nel “tuo” Labirinto?

    Non è che gli intellettuali devono cercare di comprendere il caos del reale, piuttosto, gli artisti, credo hanno come compito quello di mettere in comunicazione quello che c’è dentro di noi con quello che ci sovrasta.

     

    Ancora Calvino:

    «Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole… Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni».
    da “Se una notte d’inverno un viaggiatore”

     I presagi de “Il Labirinto d’Acqua” sono segni… accenni, appunto che riguardano anche tutto l’universo? Credi ci siano nel nostro labirinto del 2010 dei segni che non possiamo e non dobbiamo ignorare?

    Più che accenni per riguardano l’universo direi che possono essere dei suggerimenti per aggiungere un punto di vista ai propri. Senza pretendere di fare la filosofa né, tantomeno, di parlare di politica, sono convinta che dal ‘particolare’ si possa poi giungere all’universale’, il che, sostanzialmente, vuol dire che quando si è raggiunto un minimo di armonia dentro di sé si sia poi anche più predisposti a voler percepire e cogliere le necessità altrui. E comunque, secondo me come diceva LAVOISIER (chimico) ‘Tutto si trasforma, ma in realtà, nulla si crea e nulla viene distrutto’, un po’ come l’Energia di cui parla Alison, per cui, anche se in questo libro alcuni dei protagonisti muoiono, in realtà la parte migliore di loro continua ad esistere e a perpetrarsi, all’infinito.

     

     

    OPERE EDITE:

    2007                     TRE DI ME

    2008                     BUCCE D’ACINO

    2008                     CUOR DI BRIOSSSHHH

    2009                     AMICO CARLO

    2009                     IL LABIRINTO D’ACQUA

     

    PROSSIME NOVITA’:

    2010                     STORIE DELLA FORESTA INCANTATA (FIABA)

                                  LIEVI PASSI TRA I GIORNI (RACCOLTA DI POESIE)

    PROGETTI:         DONNE COME NOI

                                  BLOG TIME

                                  I DIALOGHI DELLE COSE

    Tra i tanti grazie che ho dispensato tra gli intervenuti, permettetemi di dire nuovamente un grandissimo GRAZIE al mio papi che é intervenuto, per la primissima volta, alla presentazione di un mio libro così particolarmente legato alla nostra terra.

    P6090014

     Una piccola nota personalissima. Sono stata veramente entusiasta dall’applauso finale….wow…proprio come a teatro!!!!

    One Response to “UN POMERIGGIO DA RICORDARE”

    1. Luca Guidi says:

      Una giornata veramente meravigliosa

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