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  • Mag 04 2008

    MANTOVA - TORINO - VENEZIA - REGGIO EMILIA….

    Filed under: Scrivere

    paroleabb.jpgCerto che quando ho cominciato a scrivere, giusto per impiegare delle ore vuote che avevo, mai avrei immaginato che si sarebbe creata una vera rivoluzione nella mia vita.

    Non solo ho avuto la soddisfazione di pubblicare ma, in più ( e questo é sicuramente il lato più  interessante della faccenda) ho avuto il piacere di conoscere tante persone nuove. Spero anzi di conoscerne molte di più. Anche il riscontro positivo da parte di chi mi legge, é indubbiamente una sferzata in più per proseguire. Però, come in ogni cammino, dopo un passo ne viene un altro (e io mica sono stanca!! Siete avvertiti!). In effetti ora sto tentando di muovermi in un territorio finora sconosciuto. Mi devo fare pubblicità!

    E così sono andata a MANTOVA perché, grazie ad una mia amica, ho incontrato l’organizzatrice del Festival della Letteratura. Qualche giorno fa ho avuto l’ardire di spedire le venti copie d’ordinanza richieste dall’organizzazione alla selezione del Premio Campiello (il più prestigioso premio letterario che si svolge tutti gli anni a VENEZIA, famosissimo anche a livello nazionale). Ho anche interpellato una libreria ‘alternativa’ di R.EMILIA, dove abito, per una futura presentazione del mio ultimo romanzo (corredata sempre dai quadri della mia amica DONATELLA VIOLI).

    Grazie alla mia Casa Editrice ‘CINQUEMARZO’, sarò presente con ‘BUCCE D’ACINO’, alla Fiera Internazionale del libro di TORINO………..logo_ita.gif

    Insomma….le parole mi stanno inglobando…sarà una bella storia? Ai posteri l’ardua sentenza! Io direi che, al momento, in questo abbraccio mi trovo proprio bene!

    Apr 22 2008

    LE CINQUE ROSE DI JENNIFER

    Filed under: Teatro

    klp1.jpgLa redazione di Krapp’s Last Post mi ha delegata per una nuova recensione teatrale. Ringrazio qui pubblicamente Daniela Arcudi che mi sta guidando in questa nuova attività e desidero anche complimentarmi con tutta la redazione di KLP per la celerità e professionalità con la quale conducono il loro blog (dall’invio del mio articolo alla sua pubblicazione credo che non siano passate più di due ore!! Formidabile!!)

    Ecco dunque la mia seconda recensione:

    LAST SEEN: Le cinque rose di Jennifer 

     

    LE CINQUE ROSE DI JENNIFER

    di Annibale Ruccello

    regia: Arturo Cirillo
    assistente alla regia: Roberto Capasso
    con: Arturo Cirillo e Monica Piseddu
    scene: Massimo Bellando Randone
    costumi: Gianluca Falaschi
    luci: Pasquale Mari
    musiche: Francesco De Melis
    produzione: Nuovo Teatro Nuovo di Napoli in collaborazione con AMAT
    durata: 1 h. 15′

    Visto a Rubiera (RE), Teatro Herberia, il 19 aprile 2008

    Jennifer, un trans che vive in un ghetto napoletano non ben definito, passa il suo tempo nella lunga attesa della telefonata e dell’arrivo del fidanzato Franco. Tuttavia, a causa di disguidi sulle linee telefoniche, si perderà in chiacchiere con diversi personaggi che, in realtà, cercano altre persone.
    Tra una telefonata e l’altra e nelle molte pause di questa lunga attesa, Jennifer sparecchia e riapparecchia la tavola, riceve Anna, si cambia nella speranza che giunga Franco e accende la radio che, come la colonna sonora di un film, accompagna i suoi stati d’animo sulle note di Patty Pravo, Milva, Mina, la Vanoni e Romina Power. Ma la radio trasmette anche una terribile notizia: un maniaco si sta aggirando nel quartiere uccidendo un numero imprecisato ma in continua crescita di travestiti.

    È un dramma della solitudine, quello di Jennifer. Sola, unico suo motivo di vita è l’attesa di qualcuno che, però, non arriverà mai. Anche Anna, a cui Jennifer negherà asilo, è un travestito ubriaco di solitudine. Anche lei prova a comunicare con qualcuno senza riuscirci, tanto che - quando trova la sua gatta uccisa - impazzirà, poiché privata dell’unico appiglio per esprimere il proprio affetto e venirne ricambiata.
    Notevole l’apporto che la musica rende allo spettacolo. I testi delle canzoni riescono a rappresentare perfettamente ciò che in quel momento la protagonista sta provando, in una tristissima parabola che la conduce prima all’esaltazione, poi allo sconforto, sempre più giù, fino alla rabbia e alla disperazione finale.
    Arturo Cirillo dà vita ad un personaggio in bilico tra l’apparente vacuità di una vita trascorsa quasi per caso e la tragicità di un’anima che ha sete di un affetto che nessuno le concede. Monica Piseddu, nel ruolo di Anna, dona una maschera scomposta da un volto contratto e perennemente sofferto, immobile nella sua evidente convinzione che nulla possa cambiare.

    Lo spettacolo, scritto dal drammaturgo napoletano Annibale Ruccello prematuramente scomparso 22 anni fa, ha il dono di presentarsi con grande leggerezza e, allo stesso tempo, con palpabile tragicità. Se, a tratti, le sagaci battute del protagonista invitano alla risata, il sorriso non riesce a farsi largo perché contrastato perennemente dall’enorme tristezza.
    Fiori dappertutto: in scena, nella carta da parati, nella biancheria, quasi ad indicare l’eccesso di dolcezza di un’anima che, però, non ha i mezzi per sostenere le asperità della vita, fosse anche solo a causa della povertà o dell’incapacità di reagire che la attanaglia e che, poco alla volta, la farà scivolare verso il tragico epilogo.

    Annalisa Fracasso

    Apr 12 2008

    INCANTO

    Filed under: Scrivere

    battaglia.jpg

    Ieri sera ho avuto occasione di assistere alla presentazione di INCANTO,  nuovo libro di Romano Battaglia. L’informazione mi era pervenuta per caso, ma qualcosa mi diceva che dovevo andarci. A dire il vero quel nome non mi giungeva nuovo e in effetti, quando ho visto di persona lo scrittore, l’ho riconosciuto per averlo visto parecchie volte in TV. Più che altro ero interessata a come si sarebbe svolta la presentazione, visto che tra non molto, spero, dovrò provvedere anch’io alle mia nuova campagna pubblicitaria per il  romanzo ‘Bucce d’Acino’.

    La stanza dove si teneva la presentazione era abbastanza angusta per la quantità di persone che vi si erano raccolte (circa una sessantina) e all’inizio, forse anche a causa del caldo, ero un po’ tutta intorpidita e magari anche un po’ disattenta. Poi, a mano a mano che l’autore proseguiva nel suo raccontare, assieme a interventi e letture tratte dal libro, l’atmosfera si é fatta molto piacevole e l’attenzione é tornata. Egli stesso ha detto un qualcosa che a volte penso io, ma che difficilmente credo che giri nella testa degli altri. Diceva infatti che sentiva una bella dose di energia positiva che girava in quel luogo.

    Tralasciando ogni riferimento all’esoterismo, anche io ho notato che a volte, in determinate situazioni, si percepisce questa specie di positività. E’ un qualcosa che, nonostante sia impalpabile, ti gratifica, ti fa sentire bene, appagato, tranquillo, in pace con te stesso e con gli altri.

    Allo stesso tempo ho scoperto, con grande piacere, che i temi trattati da Battaglia sono simili ai miei: i sentimenti, le emozioni, l’attenzione per i particolari.

    Oggi ho telefonato ad un mio cugino francese che sento raramente. Tra le altre cose, mi ha detto di aver letto TRE DI ME ed ha sostenuto che, pur avendo dovuto aiutarsi con l’uso del vocabolario, ha sentito che dietro quelle righe c’é molta sensibilità. Che strano, quello che é sempre stata una mia debolezza sta ora diventando la mia forza?

    E’ stato anche molto appagante sentire dire al signor Battaglia che  in tutte le epoche (e in tutte le situazioni, vorrei aggiungere) c’é una specie di parabola. Nel modo di vivere attuale ad esempio, ove sembra che il materialismo e l’apparenza siano imperanti, c’é già, in nuce, l’inizio di una nuova era: quella dell’attenzione per i sentimenti e le emozioni, in pratica, per l’uomo nella sua essenza. Non per niente, ha aggiunto, i suoi libri sono stati tradotti in più lingue. In effetti l’uomo soffre, vive, ama ovunque secondo gli stessi schemi, immutabili nei secoli e nei luoghi.

    Tornando a casa, di fretta, ho visto un grande arcobaleno nel cielo. L’ho anche fotografato. Cosa vorrà dire? Qualcosa di bello, lo voglio tanto sperare!  

    Apr 09 2008

    Eccomi!

    Filed under: Questa sono io

    Mi é stato fatto capire (a meno che non me l’abbia dettato la mia vanità), che forse é il caso di dare qualche notizia più aggiornata di me, magari con relativa foto.

    Effettivamente, sono passati un bel po’ di anni da quel ritratto sui banchi di scuola messa a corredo dei miei primi dati autobiografici.  Ecco dunque che provvedo. Foto di marzo 2.008…così, giusto per gradire. Però, a dire il vero a me piace giocare con le foto. Ci traffico, le trasformo. E’ sempre meno impegnativo e molto più divertente che ricorrere al chirurgo plastico (urgh…sapete com’é…l’età non é più verdissima, e qui ti guardano un po’ tutti).

    immag0101.jpg Ultimamente sono un po’ giù di corda, ma non preoccupatevi gente…scrivo..scrivo..tenacemente scrivo! Un salutone a tutti! E poi, la mia amica, Donatella Violi, sta provvedendo a fare qualche bellissimo quadro ispirato al mio romanzo ‘Bucce d’Acino’. Mi ha detto che si vedrà costretta di tornare al ‘figurativo’, che un po’ aveva abbandonato, ma sono convinta che i risultati saranno ottimi. Assieme alla mia casa editrice, Cinquemarzo di Viareggio, ho infatti in mente di organizzare per inizio estate la presentazione del libro unitamente ad una mostra di pittura. Avere a che fare con due forme d’arte piuttosto che con una sola sarà sicuramente un invito più attraente per tutti coloro che vorranno intervenire! Non abbiate paura, appena so qualcosa di più preciso, vi dirò tutto!

    Apr 05 2008

    …LA MIA PRIMA VOLTA DA GIORNALISTA!

    Filed under: Teatro

    klp.jpglibridaardere2.jpg

    Ebbene si…la sera del 2 aprile, solo qualche giorno fa, ho assistito per la prima volta ad una rappresentazione teatrale in qualità di ‘giornalista’, nel senso che dovevo redigere un articolo su quello che avevo visto. Lavoro che é stato svolto con molto entusiasmo a nome della redazione di KLP, ovvero, del blog splinderiano KRAPP’S LAST POST, vedi http://klp.splinder.com/

    LAST SEEN: Libri da ardere 

     

    Libri da ardere

    di Amélie Nothomb

    traduzione: Alessandro Grilli
    regia: Cristina Crippa
    con: Elio De Capitani, Corrado Accordino, Elena Russo Arman
    suono: Jean-Christophe Potvin
    una produzione TEATRIDITHALIA/Asti Teatro
    durata: 1 h. 15′

    Visto a Scandiano (RE), Teatro Boiardo, il 2 aprile 2008

    Un professore, il suo assistente Daniel e Marina, fidanzata di quest’ultimo, si trovano asserragliati all’interno della casa del professore. Fuori incombe la guerra, combattuta da non ben definiti ‘barbari’. Il freddo, la fame e la paura di morire evidenziano e contemporaneamente sconvolgono le leggi e i legami esistenti in precedenza. I libri, di cui la casa è piena, subiranno una lenta decimazione per riscaldare l’ambiente. Ne rimarrà solo uno, il preferito dal professore e da Marina: un romanzo d’amore che, tuttavia, finirà anche lui da ultimo nella stufa. Insieme al libro moriranno i personaggi e le loro storie. Il professore, più attaccato alla vita degli altri due, approfitterà del poco calore del suo amato volume per sopravvivere, forse, appena un po’ più a lungo dei compagni.

    Non c’è timore di noia o d’una caduta dell’attenzione nello spettacolo proposto dal Teatro dell’Elfo: grazie al testo, talvolta corredato da inaspettate battute ironiche, ma anche all’interpretazione energica dei tre attori. La musica interviene solo alla fine, a sottolineare, con toni bui e pesanti, l’atmosfera vissuta fino a poco prima in scena. Motivato anche l’ingresso finale di una ’sparata’ di neve proveniente dalla porta lasciata aperta, quasi a significare come i fatti esterni abbiano la rivincita totale sulle esistenze dei personaggi. La scenografia, essenziale, si adatta perfettamente al testo, che propone un linguaggio scorrevole ed attuale al tempo stesso. Un testo che, unico lavoro teatrale della celebre scrittrice belga Amélie Nothomb, è ricco di risvolti psicologici. La stessa Marina (Elena Russo Arman), una ragazza magrissima, perennemente infreddolita, idealista e che cerca nei libri, oltre che nei rapporti umani, un po’ di calore, pare ricordare le esperienze dolorose dell’autrice, segnata nel suo vissuto personale dall’anoressia.
    Il ruolo del professore, interpretato da Elio De Capitani, mantiene dall’inizio alla fine l’atteggiamento più concreto e deciso. Nonostante le rimostranze dell’assistente e dell’allieva, infatti, é il primo a dimostrare d’aver compreso come, data la situazione avversa, non possano rimanere in piedi le regole prestabilite. Cercherà fino all’ultimo, quindi, di non perdere quella lucidità necessaria per poter vivere, al meglio e per quanto possibile, quel poco di vita che rimarrà a lui e agli altri. Pronto ad ammettere che molti dei libri che aveva osannato ai tempi in cui insegnava non erano, in fondo, così pieni di significato, creerà in Daniel (Corrado Accordino) una sorta di crisi: sarà proprio l’assistente il personaggio che, con maggior fatica, accetterà di rendersi conto di come le cose sono cambiate, dimostrando di non avere un’idea veramente propria della vita.

    In questa battaglia perenne tra il prima e il dopo, l’unica forza cui si può attaccare l’uomo non é data dalle elucubrazioni libresche, cha valgono solo finché la vita scorre monotona e tranquilla, ma dal valore delle relazioni personali: da quell’amore che, oltre al sentimento, ha anche una valenza fisica.
    E, così, parla d’amore il libro lasciato per ultimo. Come esce per amore a farsi ammazzare Daniel, alla ricerca di Marina, andata incontro alla morte per la disperazione d’aver visto scomposte le regole affettive della propria esistenza.

    Annalisa Fracasso

     


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